martedì 1 dicembre 2015

Gameplay ITA fifa

Per quanto riguarda la questione della liberalizzazione dell'uso degli extracomunitari sono sia felice che preoccupato . Il motivo di questo mio duplice stato d'animo deriva semplicemente dal fatto che sono tifoso di due squadre con " portafogli " davvero diversi  : game play de FIFA 15




sabato 10 ottobre 2015

FIFA 16 : Como - Messina



Como, doppio Falco ed il Messina è KO en FIFA 16 !

Un doppio de FUT 15 volo del falco, alias Lulù Oliveira, regala al Como 3 punti ed il 5° posto in classifica.
In un Sinigaglia pieno come non mai, con i biglietti di curva esauriti tre quarti d’ora prima del fischio d’inizio ( e a Como non si registrava da tempo !!) e con una curva ospiti gremita in ogni ordine di posto, si è potuto assistere a questa sfida tra neopromosse.

Oltre alla spettacolare cornice di pubblico, c’è da segnalare, finalmente, l’installazione dietro alle porte di gioco delle famose reti anti-oggetti, che sarebbero dovute essere pronte per l’inizio del campionato: meglio tardi che mai! !
I lariani si schierano col consueto 4-4-2, con a centrocampo (en comprare crediti fifa 16  ) , insieme al confermatissimo Ardito, Allegretti, al posto dell’infortunato Corrent (che in settimana sarà sottoposto a risonanza magnetica per sincerarsi delle condizioni del ginocchio e la cui l’assenza del si è fatta molto sentire). Difesa ed attacco confermati.
Non si può dire che la prima frazione di gioco sia stata esaltante, anzi è stata forse la più opaca esibizione casalinga dei lariani da inizio stagione : una parte delle difficoltà del Como ce l’ha avuta anche il Messina, con uno schieramento molto prudente, con 3 marcatori sempre fissi in retroguardia, a cui si aggiungevano a turno anche gli esterni di centrocampo.
Dopo soli 5 minuti è Music a crossare per Taldo, voglioso di timbrare il primo gol in campionato dopo quello segnato alla Fiorentina in settimana, ma il colpo di testa del Bomber finisce alto: sembra l’inizio di una partita giocata in scioltezza ma mai sensazione fu così errata.
Al 14’ è Buonocore a fare le prove generali del gol, con una punizione dal limite che finisce abbondantemente alta.

Segue poi una miniserie di calci d’angolo per i lariani che non sortiscono gli effetti sperati.
Si chiude con questa scarna cronaca un deludente primo tempo.
La ripresa si apre subito con un Messina più aggressivo, che sorprende un Como con la testa ancora negli spogliatoi. 

Al 2’ è un colpo di testa pericoloso di Godeas a far gridare al gol, poi ci pensa Buonocore a cercare il gol ma la sua conclusione da fuori è a fil di palo…ma come spesso succede nel calcio, nel miglior momento degli ospiti, sono i lariani a passare, col loro uomo simbolo, Lulù Oliveira.
Il Falco si avventa in area col pallone, doppio dribbling a spese di un difensore del Messina e palla dentro per l’accorrente Taldo che però viene anticipato; la palla arriva ancora sui piedi di Lulù che con una botta terrificante segna il gol dell’1-0.

Palla al centro e subito il Messina prova a pareggiare le sorti dell’incontro; prima è Godeas con un missile su punizione ad impegnare Brunner, che devia la palla sulla traversa e poi in angolo.
Poi ci pensa il Maradonino di Sicilia a riportare il Messina sull’1-1: maligna punizione, dubbia per la verità, dal limite dell’area e gol siciliano con relativa esplosione di entusiasmo in curva ospite.
Dominissini cerca allora di mischiare le carte, volendo vincere a tutti i costi la partita.
Fuori un opaco Allegretti per inserire Zanini, con spostamento di Pedone centrale.
La mossa ha l’effetto di alzare di molto il baricentro e di poter sviluppare azioni sulle fasce con relativi cross.
Al 26’ c’è l’ultima fiammata del Messina, con un angolo tagliatissimo di Buonocore che attraversa tutta l’area ma nessuno ne approfitta.

Al 39’ ecco l’azzardo giusto, fuori Terni, difensore, per Colacone, attaccante.
Al 43’ lo stadio ha strozzato in gola il boato del possibile vantaggio, quando un colpo di testa di Taldo viene prima bloccato, poi lasciato andare verso la porta dal portiere Manitta, che però all’ultimo si salva in angolo.
E dall’azione successiva, palla a Colacone, cross perfetto per la testa di Taldo, al quale il palo dice ancora di no, come 7 giorni fa a Siena, ma arriva a volo d’angelo Oliveira che insacca il gol della sacrosanta vittoria.
2-1 ed il Sinigaglia si trasforma in una bolgia, con tutti, curve, distinti e perfino tribuna in piedi a tributare l’ovazione per questa squadra, che sta risvegliano una città.
 
Triplice fischio e la testa è già a domenica, ancora la Sinigaglia, dove arriva un Vicenza umiliato per 0-5 in casa dal Modena ... con la speranza che non si sia ancora ripresa dallo shock de FIFA 16 !

COMO: Brunner, Gregori, Terni (39 s.t. Colacone), Stellini, Brevi, Ardito, Pedone, Allegretti (19 s.t. Zanini), Music, Taldo, Oliveira (45 s.t. Femiano). All. Dominissini
MESSINA: Manitta, Portauova, Di Meglio, Marra, Obbedio, Buonocore (34 s.t. Sullo), Godeas, D’Alterio, Bretoni, Gutierrez (43 s.t.), Accursi, Campolo. All. Arrigoni.

giovedì 23 luglio 2015

De Canio, Parole schiette pensando al futuro

Metti un pomeriggio trascorso a discutere del Napoli : questo è quanto è avvenuto Giovedì scorso nella redazione napoletana del Corrieredello Sport Stadio. Il quotidiano sportivo più vicino alle squadre meridionali (non ce ne vogliano gli altri) ha voluto organizzare un interessante forum con protagonista il tecnico degli azzurri Gigi De Canio. Di seguito proveremo ad offrire una sintesi di quanto emerso dall'incontro.

Non ha tradito le attese il tecnico lucano: con la schiettezza e la lucidità che lo contraddistinguono, ha offerto un quadro preciso di quelle che sono le sue opinioni sulla squadra, sulla società, sulla tifoseria e sulle possibilità reali d'immediata risalita in serie A. 
 
Di cose sulla squadra ne ha avute da dire tante. A cominciare dalla condizione e dal ruolo dei nazionali stranieri presenti in rosa. DeCanio si aspetta molto da loro, precisando però che in campo ci manderà sempre e comunque quelli che si dimostreranno ogni volta più in forma durante la settimana d'allenamenti, senza troppo badare ai nomi o alle "sponsorizzazioni". Il caso che al momento preoccupa di più la tifoseria è, senz'altro, quello di David Sesa. Da quasi due anni a Napoli dopo l'esaltante avventura di Lecce, la mezzapunta svizzera pagata ben 16 miliardi due estati fa, non è mai riuscita ad esprimersi su livelli degni delle sue annate più felici. "In allenamento è un calciatore esemplare" confida De Canio ai giornalisti del Corriere dello Sport; "in campo però avverte il peso della sua valutazione su una piazza importante ed esigente come Napoli".Secondo il tecnico a Sesa basterà sbloccarsi psicologicamente per regalare soddisfazioni ai tifosi e prestazioni utili alla squadra. " Il suo destino in squadra dipenderà solo da lui stesso: si sbrighi a tornare in campo nei panni del campione che è e che tutti conoscono per scalzare la concorrenza dei tanti giocatori scalpitanti". 
 
Diversa invece la situazione di Marek Jankulovsky: beniamino dei tifosi che lo hanno subito adottato dopo un paio di portentosi gol nelle sporadiche apparizioni dello scorso torneo, il centrocampista ceco fatica a farsi largo in squadra, pare a causa della poca volontà ad adattarsi ad un ruolo non suo ed alla dimensione della serie cadetta. "Marek è una mezz'ala sinistra" precisa De Canio "che però può ricoprire altri ruoli e che, in nazionale, gioca terzino sinistro.Non vorrei che, temendo di perdere il posto per i mondiali, possa storcere il naso di fronte ad eventuali richieste di sacrificarsi in ruoli non suoi per esigenze tecniche: così non farebbe altro che ledere gli interessi della squadra". Non le manda certo a dire il mister. Adattarsi alla categoria: questa è la parola d'ordine. Pochi fronzoli, poche parole.


giovedì 30 aprile 2015

CINA – COSTARICA

  • Raccontare la cronaca della partita servirebbe a ben poco, anche perchè priva di emozioni forti, e di contenuti tecnici importanti. Certo è che se Baggio avesse il passaporto Cinese ieri la Cina avrebbe vinto !!!
    Le curiosità invece sono molte a cominciare dalla lettera aperta dei giocatori della Nazionale che prima del match hanno scritto al popolo cinese, chiedendo di non illudersi troppo sull’esito del Mondiale. <<Per ora siamo ancora una squadra debole, che cercherà di fare esperienza ai Mondiali>> hanno detto in coro i calciatori.
    Questa cosa, però non è stata gradita dalla federazione calcio cinese, che ha interpretato questa mossa come un alibi, puntualizzando, anche che al tecnico Bora è stato chiesto espressamente di arrivare agli ottavi. Probabilmente è una mossa politica, per dare il “benservito” a Milutinovic dopo i mondiali.
  • Per la partita contro il Costarica trasmessa in diretta da tutti i canali della CCTV (sono 7 !!) si dice che ha avuto un odience di 700 milioni di persone.
    Per la partita, negozi, fabbriche, ecc... si sono fermati e tutti hanno assistito alla diretta.
    Ai bambini di parecchie scuole è stato dato un giorno di vacanza.
    Tutti in strada alla ricerca di un televisore che trasmettesse la partita, per i più poveri.
    Per i più ricchi sono stati allestite molte sale cinematografiche in cui vendevano un pacchetto che comprendeva partita e pranzo (per noi erano le 14,30) a 60 Dollari.
    Da segnalare, anche l’aumento dei prezzi delle magliette della nazionale e dei vari gadget. Si parla di un fatturato di decine di miliardi di Remimbi.
    Da notare che qui la maglia della nazionale costa circa 30 Remimbi (4 dollari)
    Più di 60.000 cinesi si sono recati in Korea e Giappone, acquistando tutti i biglietti a disposizione per le partite della nazionale cinese.
    E poi l’inno, che da noi non si canta, qui invece è un obbligo.
  • All’ingresso in campo delle due squadre il momento degli inni nazionali è stato veramente particolare. Io assistevo la partita in una sala del mia scuola calcio con più di mille ragazzi. Tutti in piedi a cantare l’inno di cui la prima parola è QI LAI (alzati).
    Qui l’inno lo conoscono tutti. A scuola ogni giorno prima dell’inizio delle lezioni viene issata la bandiera Nazionale e cantato l’inno.
    TelEvisioni, giornali radio, parlano continuamente dei Mondiali, con dirette, interviste, notizie sulle nazionali avversarie, ecc.
    Sono partite anche le scommesse su chi vincerà il Mondiale.
    Ogni due giorni vengono giocate le sei partite in programma a cui per ogni risultato viene assegnato a una quota.
    Si possono scommettere da un minimo di 2 Remimbi ad un massimo di 100 (270.000 Lire)
    Favorita e’ L’Argentina, con l’Italia al terzo posto.
  • Ora si aspetta il Brasile, dal quale si chiede di non fare come la Germania nel primo match, perdere, si, ma con poche reti.
    Da segnalare anche che il difensore Fan ZHIYI e LI WEIFENG, trascorsero un intero anno, in Brasile, quando erano giovani. E si perchè la federazione cinese aveva inviato i suoi migliori giovani in Brasile, per studiare calcio, con la speranza che in futuro, diventassero dei campioni nella loro terra. ZHIYI e LI WEIFENG c’è l’hanno fatta e per loro sabato sarà come un derby.




venerdì 6 marzo 2015

De Canio - parte 2

E a quanto pare la "cura" De Canio è servita : le ultime giornate hanno restituito ai napoletani una squadra degna d'ambizioni d'alta quota. Il tecnico però cerca di andarci piano con gli eccessivi entusiasmi che potrebbero risultare, al contrario, spiacevoli scottature. Definisce il Napoli una squadra al momento affidabile che però continua ad essere un cantiere aperto: attualmente gli sforzi più intensi del tecnico e della squadra si concentrano sulla scelta del modulo tattico più opportuno da attuare.In quest'ottica, nelle ultime giornate, gli azzurri si sono presentati in campo con un 4-4-2 (che ha esaltato soprattutto le qualità di difensori e centrocampisti) più confacente alle caratteristiche degli attuali giocatori rispetto al precedente 3-5-2 tipico delle precedenti esperienze tecniche di De Canio.Lo scopo indicato è quello di raggiungere col tempo la quadratura del cerchio: portare a casa i risultati offrendo uno spettacolo calcistico degno di una squadra di rango. 
 
Anche sul capitolo società il tecnico azzurro non usa le mezze parole tipiche del mondo del pallone, portando la discussione tecnica a sfiorare anche questioni, definiamole così, di natura organizzativa: "Una grande squadra" dice, "è sempre figlia di una grande società".Servono solide basi per durare nel grande calcio: così può sintetizzarsi il punto di vista dell'ex tecnico dell'Udinese. Quindi la società, risolti i problemi di proprietà, dovrà ripartire da una seria programmazione. Per guardare in modo positivo al futuro però non saranno sufficienti le risorse economiche: queste dovranno fare da supporto ad un'organizzazione capillare che consenta anche di sfruttare le potenzialità espresse dal calcio giovanile."Ci stiamo preparando al futuro ed anch'io mi interesso, in prima persona, del settore giovanile", afferma il mister. Poi aggiunge: " il Napoli deve e può diventare un modello a livello nazionale oltre che per il meridione.La Campania è da sempre un grande serbatoio di ottimi giocatori e molti di questi, tuttora, calcano i campi della serie A facendosi onore (n.d.r. basti pensare a Fabio Cannavaro, uno dei talenti partiti dalla città di Pulcinella). Il Napoli può autoalimentarsi, prendendo ragazzi dalle scuole calcio e diventando leader in serie A".  
 
Parla con sentimento De Canio, con l'amore che un uomo del Sud prova verso quella che rimane la più importante realtà sportiva presente da Roma in giù."Non sono di passaggio a Napoli" fa sapere l'allenatore materano; vuol provare a costruire qualcosa che rimanga nel tempo. Intanto, crediamo, gli sarebbe sufficiente ricalcare le orme di Walter Novellino, altro uomo del Sud che a Napoli, riuscendo sempre ad essere franco con i tifosi, ha lasciato un segno profondo nei cuori della gente (Maradona non c'era già più da un bel po': c'erano solo un allenatore giovane e serio, un grande gruppo, l'amore dei tifosi. Allora si tornò in serie A anche grazie ad un pubblico da record, poi qualcuno decise che era meglio disfare tutto: ma quella è un'altra storia). L'ultimo pensiero del pomeriggio al Corriere dello Sport Gigi De Canio lo rivolge ai tifosi, il vero patrimonio del Napoli aggiungiamo noi, lo stabile puntello che ha sorretto il Napoli durante questi anni di crisi nera." Adesso mi pare giusto che tornino allo stadio. Si sono fatti giustamente sentire e Domenica accetteremo, come sempre, sia gli applausi che i fischi: il Napoli squadra ha però dimostrato di meritare un po' di fiducia e adesso anche i problemi societari stanno vivendo un'importante evoluzione che si spera porti dei benefici". 

E poi conclude: "la squadra lotterà senza lesinare energie per restituire ai tifosi e alla città la posizione che gli compete. Siamo orgogliosi di rappresentare Napoli e per questo, vi assicuro, ce la mettiamo tutta in ogni partita. Proviamo a ripartire da qui".Parola di De Canio, davvero una persona seria!

domenica 22 febbraio 2015

LECCE 2 - 1 VENEZIA - fin



  • Dopo questa introduzione parliamo della partita di Lecce che ci ha accoppato definitivamente ? Va bene, partiamo dunque dal 5' minuto con il gol di Giacomazzi.
    Una azione in velocità con tanto di tunnel finale a G.Rossi … già era chiaro il futuro di questo match in cui il Lecce doveva assolutamente fare i 3 punti per sperare ancora.
    Per il resto del primo tempo si è visto un Venezia in avanti ma senza pungere poi troppo, con un Di Napoli volonterosissimo ma un po' precipitoso e con un Maniero che ha giocato veramente male, forse con la testa già lontana dal Venezia con cui quest'anno Pippo chiuderà un ciclo durato 4 anni (e per Maniero questo è già tanto se pensate che fino all'approdo in laguna aveva cambiato più squadre dei suoi anni di attività calcistica).
  • Nella ripresa ecco un'altra gradevolissima sorpresa: entra al posto di Conteh un primavera, tal Patrizio Balleello, che in soli 11 minuti di esperienza in Serie A riesce a segnare un gran gol da posizione defilata.
    Sono questi giovani come Lai, Balleello, Santana e Ongfiang (in 4 hanno in totale 77 anni) gli unici uomini del Venezia che hanno regalato un sorriso al pubblico veneziano.
    Hanno giocato tutti pochino, ma ora che c'è più spazio per loro ci si chiede il perché di questo ritardo nel gettarli nella mischia.
    Dovrebbero essere l'ossatura del Venezia in Serie B, perciò l'anno prossimo si punterà ad un campionato di mezza classifica, anno in cui questi giovani dovranno crescere e prendere per mano il Venezia del futuro. 

    Santana anche oggi ha giocato 25 minuti veramente ottimi e non mi stupirei di vederlo in campo domenica prossima contro la Roma sin dall'inizio.
    Tornando alla cronaca è durato comunque solo sei minuti l'effimero pari del Venezia che quasi si è pentito d'aver ostacolato le possibilità di salvezza del Lecce …
    Chevanton mette a sedere Bilica e Viali e con un sinistro preciso infila G. Rossi.
    Partita tutto sommato equilibrata ma ormai queste scarse consolazioni vanno a farsi friggere.
    Anche oggi si ritorna a casa con una sconfitta sul groppone, solo che allegata c'è anche la retrocessione.
    Spero almeno, per quel che resta, di non dover fare la cronaca di altre 5 sconfitte.

martedì 3 febbraio 2015

LECCE 2 - 1 VENEZIA - parte 1

Si conclude a Lecce la deludente stagione 2001/2002 dei lagunari.


  • Mancava solamente l'ufficialità della retrocessione, finalmente sancita dalla freddezza dei numeri.
    Infatti, con ben 5 giornate d'anticipo, ecco che arriva anche la matematica ad annientare le residue e fantascientifiche speranze di salvezza degli arancioneroverdi; solo con un recupero da film da Oscar il Venezia avrebbe potuto rientrare nella lotta salvezza dopo un campionato d'andata così pessimo.
    A dire la verità, già nelle partite di Coppa Italia e nelle prime cinque giornate, si erano trovati preoccupanti indizi circa la fragilità di questa squadra con una sola vittoria, fra l'altro sudatissima contro l'Ascoli, all'attivo.
    Si aveva in effetti la sensazione di essere retrocessi già a fine settembre dopo le due sconfitte nei minuti di recupero con Inter e Bologna: 5 partite e 5 sconfitte sono uno svantaggio, soprattutto mentale, non indifferente.

  • Il Venezia conclude questo campionato (è vero, mancano ancora cinque inutilissime gare, ma per noi è meglio voltare pagina il più in fretta possibile) con la difesa più bucata e l'attacco meno prolifico del campionato … ora, fate un po' voi i conti.
    Non servono cifre infinite per fornire la "radiografia" di un anno catastrofico, ma per infierire possiamo parlare delle sole 2 vittorie in casa e 1 in trasferta.
    Oppure che quest'anno le segnature sono state fatte per il 50% e più dal solo Filippo Maniero … troppo poco se pensate che il calcio è un gioco di squadra in cui dovrebbe esserci una manovra varia che porta al gol anche i centrocampisti e i difensori (l'anno scorso in B aveva segnato persino Brivio, il portiere, contro l'Empoli).
    Per fortuna almeno non ci sarà il record negativo di punti in una stagione, detenuto dal martoriato Brescia 1994/1995 che racimolò la miseria di 12 punti.
    Ma questa è un'altra storia, almeno quel Brescia era composto da scarti anziani di altre società (fu riesumato per l'occasione anche Ivano Bonetti) per cui si poteva anche immaginare una stagione così scabrosa; mentre il Venezia questa indecorosa caduta in basso non la doveva fare. 

    Aveva giocatori come Maniero e Di Napoli in attacco, è stato acquistato un difensore come Viali che aveva fatto una stagione da urlo l'anno prima a Lecce e altri difensori dalla fama internazionale quali Bjorklund e Algerino (con numerosissime esperienze in coppe europee), un centrocampista d'ordine come D.Andersson e l'eterna promessa Vannucchi da far emergere. L'errore è stato fatto in estate nel non riuscire ad amalgamare tutti questi giocatori che alla fine si sono rivelati essere proprio i flop della squadra.
    Algerino addirittura è scappato dalla Laguna dopo aver quasi ammesso in una intervista di non saper giocare, D.Andersson non ha mai preso un 6 in tutto il campionato ma è un pilastro della nazionale svedese (poveri loro, come sono messi male), Vannucchi ha sempre scaldato la tribuna e nelle, comunque numerose, possibilità che aveva di mettersi in mostra ha sempre fallito. 

    Non fatemi parlare poi di Pablo Garcia … penso che già il nome dica tutto, ma, a parte gli scherzi, il capitano dell'Uruguay aveva una buona capacità nell'arrestare le azioni avversarie, ma era veramente lentissimo e non è mai riuscito ad impostare un'azione con la dovuta velocità (ciò non s'addice ad una squadra che doveva fare tutto con una certa rapidità per recuperare punti preziosi) … male, molto male.

    a seguire ...